YANTRA

Cos’è lo Yantra

Il termine d’origine sanscrita ha più significati. Viene dalla radice yam: supporto, sostegno. In questo caso sostenere implica anche il concetto di contenere, prendere e mantenere l’ESSENZA di un oggetto, di un pensiero o di un concetto.
La sillaba tra ha origine in trana o liberazione dalla schiavitù, (dai condizionamenti).
Cosicché YANTRA è simbolo di ciò che preserva e libera l’ESSENZA. La liberazione massima, per gli Hindu, è la Moksha o liberazione dal ciclo delle rinascite, vincendo così Yama Dio della morte.

Oggetto geometrico che aiuta la meditazione yogica
Come oggetto lo YANTRA è lo strumento usato nella meditazione tantrica per “ritirare” la coscienza nel mondo interiore, percepito nella sua essenza come intensivo e qualitativo, in opposizione al mondo esteriore che è estensivo e quantitativo.
Nell’immagine simbolica, la cui “grammatica” è geometrica e astratta, il particolare rappresenta l’universale divenendo così una finestra sull’imperscrutabile.
Quando lo Yantra è sentito come simbolo, diventa ogni simbolo ed ogni simbolo diventa uno YAN-TRA.

La meditazione, o Dhyan, l’arte del controllo della mente indisciplinata, dei sensi e del pensiero, necessita la focalizzazione su qualche oggetto in qualche forma.
Focalizzando la mente su un oggetto nel suo punto centrale, riceviamo una certa impressione attraverso i nostri organi di senso, l’influenza degli occhi e delle orecchie, tocca la mente e aumenta la nostra energia mettendo un “orologio biologico” fra equilibrio, armonia e ritmo.
L’oggetto ideale e perfetto di meditazione è lo Yantra, una combinazione di vibrazioni sonore esoteriche dell’alfabeto sanscrito. Gli Yantra sono figure geometriche astratte sempre concentriche in un punto nel centro.
Questo punto centrale o punto senza estensioni, il Bindu, lentamente si espande in un cerchio completo e ancora si contrae nel medesimo punto. Questo interconnette ed integra il principio del ritmo delle emozioni ma anche il triplo stadio di: creazione, preservazione e dissoluzione in accordo con la mitologia Hindu.
Attraverso la meditazione su un punto centrale si possono controllare i disturbi e le devianze esteriori e assimilarle nella comprensione spirituale interiore. La figura geometrica più prossima al centro in ogni Yantra è il triangolo. Poiché ogni spazio nell’universo non può essere limitato da meno di tre linee, il triangolo è dunque considerato il primo spazio chiuso per la mente che canalizza ed equilibra l’energia vitale o PRANA.
I triangoli sono di due tipi nello Yantra, normali ed invertiti. Ogni triangolo invertito rappresenta l’elemento acqua, il potere femminile e il dinamismo cinetico.
Così come il normale triangolo rappresenta l’elemento fuoco, il potere maschile e l’energia statica.
Associando questi due triangoli in modo da formare una figura angolare si ottiene il Satkon, o stella esagonale, simbolo del potere della creatività positiva della mente.
Questa intera struttura angolare è inclusa in un cerchio rappresentante la pienezza senza inizio né fine. Il centro e il cerchio hanno un’intricata caratteristica tale che niente può entrare o uscire da esso. Aiuta la mente a diventare totalmente concentrata, calma, in assoluta pace e priva di ogni caos.
Il cerchio è al suo esterno incluso in petali di loto che puntano verso la periferia, rappresentanti la dispiegata espansione di questa energia mentale positiva in differenti direzioni. Questa proiezione verso l’esterno è in armonia con la natura e facilita il corpo a trasformare sé stesso in una entità psicofisica. Il potere interiore o  è ora sotto controllo e
può essere canalizzato ad esercitare influenza sull’umanità e sul mondo.
Infine questa impronta di coscienza è ancora inclusa in un quadrato, che denota una forma di ordine perfetto, con aperture nei quattro punti cardinali.
Il più bello e celebrato di tutti gli Yantra è lo Sri Yantra. Costruito da H.H. Sri Adi Shankaracharya nell’ottavo secolo e la tradizione continua ancora oggi. Lo Sri Yantra è il più appropriato oggetto di concentrazione e meditazione ed ha il massimo effetto quando viene accompagnato dai canti dello Sri Vidya Mantra, che comprendono 15 di origine sanscrita. La meditazione su uno Yantra non solo aiuta il controllo sulla mente e sul pensiero, evoca anche il del campo energetico umano.
I versi del Saundaryalahiry di Adi Shankaracharya sono dei rari suoni e si mescolano senza alcuno sforzo con le figure geometriche dello Sri yantra, il quale presenta anche una comparazione parallela con il corpo sottile umano.
Recenti ricerche scientifiche nella fotografia Kirlian rivelano che concentrandosi sullo Sri Yantra e sul canto del Saundaryalahiry, un campo energetico molto potente circonda il meditante e non solo si espande, ma lo protegge anche dalle energie negative ed incrementa il PRANA e l’OJA.
Correttamente pronunciato lo Sri Vidya o il Panchdasakshari Mantra, risuonando nel tonoscopio dà un chiaro spaccato dell’immagine del NAVA YONI chakra.
Quest’energia extra che noi riceviamo ci aiuta ad integrare corpo e mente in perfetto equilibrio, aiutati dalla meditazione. Attraverso questo genere di meditazione yogica, la grazia divina del Signore è conferita, portando ordine nella creazione, preservazione e dissoluzione; come è stato elaborato nelle nostre antiche scritture.
(Articolo tratto dal Times of del 7 febbraio 2000)

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